I miei occhi in giro per Madrid

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Le immagini più significative scattate dai miei occhi. Vedile tutte qui: madrid. art in progress                madrid. navidad             madrid. piedi in metro                 … Continue reading

L’ultimo mese della tua città

Cosa faresti se sapessi di dover restare solo un altro mese nella tua attuale città?

claudia cardinale

claudia cardinale “la ragazza con la valigia”

Stavolta tocca a Madrid.

Per salutare al meglio questa città, che mi ha dato tanto e mi ha spinto verso mondi inaspettati, è arrivato il momento di stilare la lista delle ultime cose da fare.

Solo mese per parlare spagnolo tutti i giorni; solo mese per approfittare delle birre ad un euro; solo un mese per il Rastro la domenica.

Solo un mese di sole sul Rìo Manzanares, di caffè bollente nel bicchiere di vetro, di patatine  al jamon y queso.

Solo un mese di barrio de las letras, di domino’s pizza, di “italiani che caccio dicci“, di frutti inspiegabili, di la penultima e delle canzoni trash di Shakira.

Un altro mese tutto intero per fare cose che in due anni non ho ancora fatto e per lasciarne qualcuna da fare ancora, magari tra qualche anno.

Un altro ultimo mese. Per scoprire la città e lasciarla andare.

Utile, anche per chi tra un mese non va via. 

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Madrid città spazzatura

Passeggiare per le strade di Madrid in questi giorni è una vera e propria corsa ad ostacoli: casse di legno, frutta, uova rotte. La huelga de la limpieza (sciopero della pulizia) che affligge la città da quasi una settimana, a causa dei drastici tagli annunciati dal sindaco di Madrid, Anna Botella, sembra non voler terminare, sommergendo giorno dopo giorno la città nella spazzatura.

Le cause

Durante il mese di settembre, il comune di Madrid ha applicato un taglio di 1.1 milioni di euro alle quattro imprese responsabili della pulizia urbana, Cespa (Ferrovial), Valoriza (de Sacyr), FCC-Alfonso Benítez e OHL-Ascan, stipulando un contratto che funziona in base ad obiettivi di efficienza e che evita di stabilire un numero minimo di lavoratori. Ciò ha dato luogo a più di mille licenziamenti da parte delle imprese che, a causa delle conseguenze dei tagli, hanno percepito 17.4 al posto dei 18.6 milioni di euro previsti dal precedente accordo.

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Sono 1144 gli impiegati per tre dei quattro organismi di gestione della pulizia urbana a dover perdere il lavoro; per i restanti è prevista una riduzione del salario del 40%, raggiungendo quasi la soglia del salario minimo, con poco più di 600 euro.

Cosa succede in città

Ogni giorno di più, le strade accumulano sacchi di spazzatura mai raccolti e spesso svuotati dai piquetes in simbolo di protesta nei riguardi dell’ Ayuntamiento di Madrid.

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E’ uno sciopero a tempo indefinito, ma Ana Botella insiste: “Se la città si riempie di spazzatura, non è un problema mio”.

Cittadini e turisti in giro per le strade, anche quelle più centrali, si trovano a confrontarsi quotidianamente con una spazzatura, sempre più consistente, che molesta e pervade tutti i sensi.

I rifiuti si ribellano tanto da renderci tutti sottomessi e schiavi della nostra stessa sporcizia. 

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Tapapiés 2013

Anche quest’anno è arrivato Tapapiés! 

Dal 17 al 27 di ottobre il quartiere Lavapiés di Madrid ospita Tapapiés: un festival multiculturale di artisti e tapas. Obbligatorio farci un salto, addentrarsi nelle vie più nascoste del barrio, per sbirciare il vero spirito di Lavapiés, e scegliere la tua tapa tra tutte quelle ad un euro (qui puoi scaricare la lista).

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Ma cos’è esattamente una tapa? Una tapa è una micro porzione di cibo che ti danno gratis appena ordini una birra in suolo spagnolo: da una triste ciotola di olive fino ad un piattone misto di fritti…dipende dal bar e dalla simpatia del barista (mai pretenderla)!

E cos’è esattamente Lavapiés?  Lavapiés è un quartiere nel cuore di Madrid, il mio quartiere, al lato del  Reina Sofía, famoso per gli artisti, le librerie/caffè, lo spirito multiculturale, gli spacciatori e la piazza dove tutto può succedere. Lavapiés è una piccola dimensione, quasi un paese, all’interno di una città enorme, a soli 10 minuti a piedi dalla Gran Via, ma lontananissima dai suo palazzoni con discoteche e multinazionali.

Tapapiés veste a festa Lavapiés e ne apre le porte a tutti quelli che lo snobbano durante l’anno, vendendo ad un euro tapas che molto spesso offre gratis. Insomma, è una sagra della tapa e, con i pro e i contro di tutte le sagre, va visitata.

Procurati la mappa e inizia a girare per le vie, in cerca del tuo piatto preferito!

Il mio, per adesso, è il pollo (n.47)!

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Mercado de Motores

Ogni secondo fin de semana del mese il Museo del Ferrocarril, l’antica stazione ferroviaria di Delicias, ospita il Mercado de Motores.

Scordatevi i soliti mercatini con pashmine Made in Cina e bancarelle con cover per Iphone: nel Mercado de Motores potrete trovare quadri al neon, sedie fatte con sacchi di patate, tazze di ceramica personalizzate, cartoline fatte a mano o vestiti più o meno vintage.

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In più, band e artisti di strada, pittori e modellisti, che si esibiscono sui binari di questa vecchia stazione, renderanno il tutto più interessante, anche per chi non è un segugio da bancarella. Insomma, captarete nell’aria un’atmosfera di fermento culturare, oltre che un rassicurante odore di salsiccie arrostite, dovuto alle immancabili bancarelle di birra e comida etnica

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Consigliato ad hipster, ma non solo: a chi è creativo e in cerca di nuove idee, a chi è nostalgico dei tempi passati, a chi vuole bere una birra e ascoltare buona musica, a chi ama spulciare le bancarelle in cerca dell’affare, a chi è appassionato dei treni d’epoca, a chi ha bambini, a chi non sa cosa fare il fine settimana a Madrid.

E a chi vuole fare un giro su un mini-treno a vapore, per bambini e adulti che non hanno voglia di crescere.

trenino a vapore

trenino a vapore

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Perché Madrid non ospita le olimpiadi 2020

In questa settimana a Madrid non si è parlato d’altro: la candidatura della città ai giochi olimpici del 2020.

madrid ciudad aspirante

madrid ciudad aspirante

Tutta la gente che in Plaza Cibeles aspettava sognante il momento della proclamazione si è scontrata, però, con una forte delusione: l’eliminazione di Madrid come città candidata. Una probabile ragione di tale risultato è data dalle varie performance di Ana Botella, il sindaco di Madrid, durante la conferenza stampa di Buenos Aires.

Nel video che segue, un giornalista chiede in lingua inglese al sindaco se è una buona idea celebrare le olimpiadi in un paese che ha il 27% della disoccupazione. La Sig.ra Botella, spezzante del pericolo, non indossa le cuffie per la traduzione e risponde in spagnolo dicendo che Madrid ha già tutte le infrastrutture che servono, ben il 90%, che, a fine intervento, diventa un 80%.

Insomma, una risposta in spagnolo degna del peggior studente universitario a cui viene chiesta una cosa che non sa. Fortuna che Alejandro Blanco, il presidente del Comitato Olimpico Spagnolo, a fine intervento le dice sottovoce, ma a microfoni aperti, che la domanda era un’altra. Ma è stato, ormai, troppo tardi.

Un altro video emplematico è quello del discorso, stavolta in inglese, in cui Ana Botella espone i motivi della candidatura di Madrid: “prendere un ‘cafè con leche’ in Plaza Mayor“.

Ed è subito tormentone.

Tutto questo si sarebbe potuto evitare, se solo il sindaco avesse fatto un corso di inglese. Ma, senza essere troppo surreali, sarebbe anche bastato mettere le cuffie quando parlavano in inglese e toglierle quando parlavano in spagnolo, e non viceversa, come, invece, è stato fatto.

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Ma, in fondo, sono queste le cose che, a te italiano in Spagna, ti fanno sentire a casa.

Iniziare a Settembre

Iniziare a Settembre. Ma come? E, soprattutto, cosa?

Partiamo dal Perchè.

La maggior parte di noi non ha ancora superato il ripetersi di un evento traumatico che per tredici anni ha terrorizzato le nostre vite e le nostre famiglie: l’inizio della scuola. L’inizio della scuola è la fine delle vacanze, dell’uscire ogni sera, del limonare col primo che capita perchetantoèestate. Parlandone in termini di Pavlov, il nostro corpo è stato condizionato per anni ad interrompere tutte le cose belle a Settembre, con la scusa di crearci dei nuovi inizi, che, il più delle volte, sono inizi di merda. Ed ora, anche se la scuola è finita da un pezzo e molti di noi continuano ad essere in vacanza, che i più chiamano disoccupazione, è arrivato il momento di elaborare questi nuovi inizi. Non farlo può produrre il rischio delle seguenti reazioni:

  • sviluppare una particolare forma di schizofrenia che ti farà socializzare con panchine, in assenza dei tuoi amici, quelli che hanno già iniziato,  e ti costringerà a prendere birre con cestini della spazzatura, pur di restare fuori di casa fino alle 4 di mattina;
  • anticipare di qualche anno la cronicità del tuo alcolismo con conseguente cirrosi epatica prematura;
  • scrivere canzoni di merda su quanto sia bella la tua vita al cazzeggio, facendo questa fine:

Insomma, per evitare tutto questo, bisogna davvero iniziare. E in fretta, pure.

Ma cosa?

Per sapere il Cosa ricorriamo ad uno strumento di tortura usato, sempre, in tempi scolastici: il diario. Per avere un piano d’azione ci vuole un foglio sul quale scriverlo. Annotare i nostri obiettivi su una agenda ci donerà concretezza e ci riporterà indietro ai tempi in cui quotidianamente ci leggevamo dentro tutte le condanne al nostro cazzeggio. Evitiamo, solo, di a peggiorare la nostra situazione comprando a 30 anni agende di Hello Kitty o di scriverci con penne colorate storie stazianti del tipo la ragazza che trova la rosa con scritto “benvenuta del mondo dell’hiv”. Sarà più facile trovare il Cosa in questo modo.

goodbye kitty

goodbye kitty

E poi…Come?!

Ci sono una serie di infinite possibilità per scegliere Come affrontare un nuovo inizio.  Se non hai assolutamente idea di come fare, una soluzione è quella di vedere come non fare.

  • Iniziare una cosa senza saperla scrivere

    mirabella su tuitter

    mirabella su tuitter

  • Sopravvalutarsi
cecilia

ecce omo by cecilia

  • Continuare quando, invece, è il momento di smettere

Troppo difficile? 

Ultima soluzione: aspettare Ottobre.

Tanto oggi non mi interrogano.